Le pratiche di meditazione cambiano la morfologia del cervello?

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Le metodiche di Neuroimaging Strutturale si sono rivelate estremamente utili nell’analisi delle modificazioni morfologiche del substrato neurale correlate alla meditazione. Sebbene vi siano limitazioni di carattere metodologico, svariati lavori hanno tentato di spiegare la relazione tra le pratiche di meditazione e i loro effetti sulla concentrazione e organizzazione della sostanza grigia e della sostanza bianca. In una recente meta-analisi di Fox et al. (2014), sono stati messi a confronto 21 studi fMRI, nei quali si sono applicati protocolli di intervento sia a breve che a lungo termine, per un totale di 300 soggetti esaminati, con il fine di studiare i correlati neurali della meditazione. Nonostante non siano sempre state prese in considerazione le possibili differenze conseguenti all’impiego di pratiche meditative diverse, vengono riportati i risultati convergenti in merito alle modificazioni strutturali riscontrate, suddivisi per materia grigia e materia bianca.


Evidenze a carico della Sostanza Grigia

  • Corteccia cingolata anteriore (ACC) e cingolata mediale (MCC): Tre studi riportano sette evidenze strutturali significative nell’ACC e MCC, sottolineando un aumento dello spessore corticale e della densità neurale nella sostanza grigia. Inoltre, sono stati trovati riscontri anche nella corteccia cingolata mediale/giro frontale mediale. Tali aree sono fondamentali nei processi di self-regulation, ma anche per autocontrollo e flessibilità comportamentale (Allman et al., 2001), per la regolazione del dolore (Grant et al., 2010), consapevolezza emotiva (Sze et al., 2010), regolazione delle emozioni (Condon et al., 2013) e risoluzione dei problemi (Ostafin & Kassman, 2012).
  • Precuneo anteriore (BA 7): La meta-analisi riporta un cluster significativo nella regione del precuneo anteriore con aumento dello spessore corticale e della densità neurale nella sostanza grigia. Quest’area può essere associata alla focalizzazione dell’attenzione nel momento presente (Cavanna & Trimble, 2006) ed è ritenuta di fondamentale importanza in quanto parte del Default Mode Network (discusso in seguito).
  • Giro temporale fusiforme e inferiore (BA 20/21): Riscontrate differenze strutturali in quattro studi con cluster significativi nel giro fusiforme e nel giro temporale inferiore, riportando un aumento dello spessore corticale, della densità neurale nella sostanza grigia e girificazione. Evidenze empiriche riportano che cambiamenti strutturali di queste regioni potrebbero essere alla base della nascita di immagini visive associate ai processi di vagabondaggio mentale durante la pratica meditativa (Hamamé et al., 2012).
  • Corteccia orbitofrontale (OFC/BA 11/13/47): Trovato un cluster significativo nella corteccia orbitofrontale con aumento dello spessore corticale e della densità neurale nella sostanza grigia. L’OFC è riccamente connesso con regioni sensoriali primarie e il sistema limbico (amigdala, striato e ipo-talamo). Quest’area risulta importante per la discriminazione della relazione tra stimoli e motivazioni e per il processamento decisionale integrativo.
  • Aree somatomotorie (BA 4/6): Si riportano evidenze strutturali nella corteccia somatomotoria in quattro studi. Si può osservare un aumento dello spessore corticale, della densità neurale nella sostanza grigia e girificazione. Le aree BA 4/6 consentono una maggior consapevolezza del corpo e sono importanti per l’elaborazione di informazioni sensoriali (tatto, dolore, propriocezione) e per lo spostamento della concentrazione da stimoli dolorosi e spiacevoli durante la pratica meditativa.
  • Corteccia dell’insula (BA 13): Riscontrate differenze strutturali nell’insula in cinque studi i quali hanno evidenziato un aumento dello spessore corticale, della densità neurale nella sostanza grigia e girificazione. Molteplici lavori fMRI hanno replicato questi dati (Brefczynski-Lewis et al.,2007; Dickenson et al., 2012; Engström and Söderfeldt, 2010; Farbet al., 2007, 2010, 2013; Froeliger et al., 2012a,b; Gard et al., 2012;Grant et al., 2011; Ives-Deliperi et al., 2011; Kakigi et al., 2005; Lutzet al., 2009, 2013; Manna et al., 2010; Monti et al., 2012; Wang et al.,2011; Zeidan et al., 2011). Tale area è implicata nella consapevolezza interocettiva e viscerale e nell’auto-consapevolezza emotiva e corporea (Brausch & Gutierrez, 2009).
  • Corteccia prefrontale rostrolaterale (RLPFC/BA 10): Tre studi hanno riportato evidenze significative nella corteccia prefrontale rostrolaterale riscontrando un aumento dello spessore corticale e della densità neurale nella sostanza grigia. La RLPFC sembra essere coinvolta nell’interocezione e metacognizione (McCaig et al., 2011), nella valutazione di informazioni autogenerate, complesse e astratte (K. Christoff et al., 2001), e nell’integrazione di processi cognitivi multipli per il raggiungimento di obiettivi comportamentali di ordine superiore (Ramnani & Owen, 2004).
  • Ippocampo: Trovate evidenze significative nell’ippocampo in quattro studi, nei quali si evince un aumento della densità neurale nella sostanza grigia. Quest’area cerebrale è importante per l’apprendimento emozionale contestualizzato ma anche per la riduzione dello stress (Chiesa & Serretti, 2009). È importante ricordare che l’attività e il volume ippocampale diminuiscono in seguito all’esposizione ad eventi traumatici (Admon et al., 2009; Papagni et al., 2011), per questo l’azione della meditazione diviene un fattore di protezione e di cura, ipotizzando un meccanismo d’azione che agisce sulla neurogenesi, verso varie forme di psicopatologia (S. W. Lazar et al., 2000).

Evidenze a carico della Sostanza Bianca

  • Corpo Calloso: Si riporta un interessante aumento dell’anisotropia frazionaria con cluster significativi rilevati in cinque studi. I principali riscontri sono stati trovati nella parte anteriore del corpo calloso che ha il compito di collegare le regioni cerebrali prefrontali (Hofer & Frahm, 2006). Questi dati sono coerenti con le evidenze sopra citate in merito alla corteccia prefrontale rostrolaterale, insula anteriore, corteccia orbitofrontale e corteccia cingolata anteriore e mediale.
  • Fascicolo Longitudinale superiore (SLF): È stato rilevato un aumento significativo dell’anisotropia frazionaria in tre studi. In particolare, le differenze morfologiche nel SLF suggeriscono una maggiore connettività tra aree parietali implicate per la consapevolezza del corpo e l’attenzione e regioni prefrontali implicate in funzioni esecutive (Makris et al., 2005).

Studi successivi hanno confermato l’impiego di queste aree cerebrali nell’attuazione delle pratiche di Meditazione. Per queste ragioni è possibile affermare che tali tecniche modulano la morfologia del cervello.

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