Lateralizzazione emisferica: specificità funzionale e sensoriale

Lateralizzazione emosferica

Lesioni cerebrali di simile estensione e localizzazione nei due emisferi comportano una sintomatologia differente. Sebbene a livello anatomico possano sembrare praticamente speculari, i due emisferi del nostro cervello sono funzionalmente molto diversi. Per esempio, la porzione sinistra è dominante nel linguaggio, mentre aspetti di carattere visuo-spaziale sembrano localizzati a destra. Queste differenze derivano da un percorso evolutivo che ha comportato la specializzazione di alcune aree del nostro cervello, tuttavia processi di plasticità neurale e riorganizzazione strutturale e funzionale rendono l’encefalo in continua evoluzione con possibili divergenze tra singoli individui. Ad oggi le neuroscienze ci hanno permesso di osservare processi localizzatori, ma questo non ci esime dal considerare ciascuna area inserita in un circuito più complesso (Globalismo).

Il corpo calloso, composto da fasci di sostanza bianca centrali nel sistema neurale umano, è il punto di connessione ed interazione tra i due emisferi, per questo una sua resezione comporta deficit funzionali come anomina tattile, emialessia sinistra e aprassia della mano sinistra.
Di seguito si analizza la relazione tra lateralizzazione emisferica e sistemi sensoriali.

 

Lateralizzazione del linguaggio
Il linguaggio è principalmente localizzato nell’emisfero sinistro (vedi area di Broca e di Wernicke). Esso risulta secondario all’uso della mano destra (la cui innervazione è ad opera dell’emisfero sinistro), quindi a livello evolutivo risulta essere comparso successivamente al movimento fine della mano. Tuttavia, anche nella maggior parte dei mancini l’emisfero dominante del linguaggio è quello sinistro, anche se con statistiche decisamente differenti rispetto ai destrimani. Questo sembra essere spiegato dalla funzione del gene “Right Shift” che se attivato porta il soggetto ad usare la mano destra, mentre “se non attivato” la preferenza manuale sembra casuale. È da sottolineare infine che i soggetti mancini con lateralizzazione a sinistra mostrano una comunicazione interemisferica più sviluppata, questo è dovuto alla connessione tra i centri motori di destra (arti di sinistra) e i centri del linguaggio di sinistra.

  • Destrimani: 98% localizzazione emisfero sinistro, 2% emisfero destro
  • Mancini: 70% localizzazione emisfero sinistro, 15% emisfero destro, 15% bilaterale

 

Lateralizzazione funzioni visuo-spaziali
La lateralizzazione delle funzioni visuo-spaziali trova una predominanza dell’emisfero destro sebbene i dati non siano così significativi come le funzioni associate ai centri del linguaggio.

  • Destrimani: 67% localizzazione emisfero destro, 33% emisfero sinistro
  • Mancini: 38% localizzazione emisfero destro, 30% emisfero sinistro, 32% bilaterale

 

Percezione Uditiva
La tecnica dell’ascolto dicotico consiste nel presentare due stimoli acustici differenti in modo simultaneo, uno in ciascun orecchio. In questo modo ciascun orecchio invierà informazioni all’emisfero controlaterale in quanto viene inibita la traccia ipsilaterale. Normalmente invece ciascun orecchio è in grado di comunicare ed inviare informazioni ad entrambi gli emisferi cerebrali. In questo modo ciò che viene ascoltato dall’orecchio sinistro arriverà all’emisfero di destra, e viceversa.
Tale paradigma sperimentale ci ha consentito di osservare come il materiale acustico verbale (es. parole e discorsi) venga percepito in modo più accurato e veloce dall’emisfero sinistro, mentre l’emisfero destro sembra essere più abile nel processare informazioni di carattere non verbale (es. musica).

 

Percezione tattile
Le vie della percezione tattile sono notoriamente crociate, quindi decussano prima di arrivare in corteccia. Per questo, coerentemente con quanto riportato sopra, la mano destra (emisfero sinistro) ha una netta superiorità nella denominazione orale di oggetti, mentre la mano sinistra (emisfero destro) è più abile verso oggetti non descrivibili a parole (es. elementi visuo-spaziali). Il metodo Braile, molto utilizzato in popolazioni di non-vedenti, comporta una superiorità della mano sinistra (emisfero destro) sebbene abbia a tutti gli effetti “funzionalità linguistiche”.

 

Percezione visiva
Grazie all’utilizzo di particolari paradigmi sperimentali (presentazione tachicoscopica), è stato possibile osservare una discriminazione più accurata e veloce di parole e lettere quanto lo stimolo visivo viene presentato nell’emicampo destro (l’informazione quindi arriva direttamente all’emisfero sinistro), rispetto alla presentazione di stimoli nell’emicampo sinistro.
Parallelamente la discriminazione dei volti è processata in modo più veloce dall’emisfero destro (emicampo sinistro), tuttavia se dobbiamo dare un nome ad un viso in questo caso l’emisfero sinistro (emicampo destro) risulta più accurato.

 

Espressione emotiva
L’emisfero destro mostra maggiore attivazione in stati elevati di arousal ed emozioni negative, mentre l’emisfero sinistro maggiore attivazione verso emozioni positive.
Se analizziamo le espressioni del volto, rese possibili grazie al nervo facciale, notiamo capacità espressive dell’emifaccia sinistra (emisfero destro) per emozioni a valenza negativa, mentre l’emifaccia destra (emisfero sinistro) sembra essere più specializzato nell’espressione di emozioni positive.

 

Bibliografia

Vallar, G., & Papagno, C. (2011) Manuale di neuropsicologia: clinica ed elementi di riabilitazione. Bologna: Il mulino.

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