6 Marzo 2021

Neuroscienze e Psicologia su Mente e Coscienza – NPMC.IT

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Disturbi globali della coscienza: cosa si intende per coma, stato vegetativo e minima coscienza

Stati di coscienza

Stati di coscienza

Quando si parla di disturbi della coscienza si vuole indicare quei disturbi correlati ad alterazioni della coscienza. I disturbi della coscienza possono essere suddivisi in due categorie: focali e glocali. Con il concetto di disturbi focali si considerano quelle problematiche associate ad una riduzione/perdita di alcune classi di contenuti della coscienza, come per esempio nella percezione visiva con il blindsight (o cecità corticale) o nell’attenzione con il neglect. I disturbi focali invece si osservano in condizioni di disfunzione cerebrale diffusa, quindi che caratterizzano intere classi di contenuti di coscienza, come per esempio sotto anestesia, danni cerebrali, crisi epilettiche… I disturbi di coscienza globali influenzano quindi il livello generale di coscienza piuttosto che i singoli contenuti.


Secondo una recente categorizzazione è possibile suddividere i disturbi globali della coscienza in: coma, stato vegetativo e minima coscienza.

  • Coma: per coma s’intende uno stato di incoscienza in cui il soggetto non è responsivo verso stimoli esterni. In questo stato il soggetto risulta immobile con gli occhi chiusi e senza alcuna consapevolezza di sé e dell’ambiente che lo circonda. Non si osservano oscillazioni sonno/veglia, non è possibile risvegliarlo e non vi sono risposte intenzionali. Il comportamento è limitato ai soli riflessi. Questo stato può essere causato da gravi cerebrolesioni, da malattie degenerative, condizioni traumatiche o patologie congenite infantili. È possibile la transizione dal coma allo stato vegetativo.
  • Stato vegetativo: in questo stato il soggetto mostra apertura degli occhi ed oscillazioni sonno/veglia. Sono preservate le funzioni ipotalamiche e del tronco cerebrale, che consentono quindi il mantenimento della temperatura, della respirazione e della circolazione. Il paziente rimane comunque inconsapevole di sé e dell’ambiente circostante. Tuttavia, si osservano risposte motorie o di altro tipo, ma involontarie. Non vi sono infatti comportamenti intenzionali come risposta a stimoli somministrati. In questo stato i pazienti possono mostrare vocalizzazioni o pronunciare parole, tuttavia il linguaggio è inappropriato e non vi è comprensione ed espressione cosciente.
  • Minima coscienza: i pazienti mostrano una minima consapevolezza di sé e dell’ambiente che li circonda. Vi sono risposte comportamentali associate alla cognitività e distinguibili dal comportamento riflesso. Per esempio, il soggetto può rispondere in modo appropriato a domande poste dall’esaminatore, fare vocalizzazioni o gesti coerenti, afferrare o fissare un oggetto in movimento.

La suddivisione in stati è estremamente importante per definire il livello di coscienza del paziente. È infatti necessario sottolineare che la coscienza non può essere valutata in modo diretto, per cui è inevitabile la somministrazione di stimoli per indurre una risposta comportamentale, che risulterà quindi più o meno coerente con lo stimolo in questione.

Valutare la coscienza è tuttavia molto complicato in quanto è possibile che il paziente preservi delle risposte riflesse che potrebbero essere erroneamente interpretate come intenzionali. Inoltre, sebbene la coscienza possa essere preservata, il soggetto potrebbe non rispondere agli stimoli somministrati per problematiche di tipo sensoriale, disturbi cognitivi, disturbi del linguaggio o disturbi motori. Per questi motivi è molto difficile valutare correttamente lo stato di coscienza anche per i clinici più esperti.


Tra le scale maggiormente note per la valutazione della coscienza vi sono:

  • Coma Recovery Scale – Revised (CRS-R,  Giacino, 2004)
  • SMART (Sensory Modality Assessment Technique;  Gill-Thwaites e Munday, 1999,  2004 )
  • WNSSP (Western Neuro Sensory Stimulation Profile;  Ansell e Keenan, 1989 )
  • SSAM (Sensory Stimulation Assessment Measure;  Rader e Ellis, 1994 )
  • WHIM (Wessex Head Injury Matrix;  Shiel et al., 2000 )
  • DOCS (Disorders of  Consciousness Scale;  Pape et al., 2005 )

Autore: Davide Bertelloni

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