20 Settembre 2021

NUOVA PSICOLOGIA

Nuova psicologia tra mente e cervello

Cosa è il condizionamento classico? E come questo determina psicopatologia?

Comportamentismo

Comportamentismo

Uno dei più semplici processi di apprendimento che caratterizzano l’uomo, e non solo, è il condizionamento classico, scoperto casualmente da Ivan Pavlov.

Pavlov, durante i suoi esperimenti sui cani, notò che questi animali avevano un incremento della salivazione alla sola visione del cibo. In seguito, precedentemente alla somministrazione di alimenti, lo studioso decise di associare uno stimolo sonoro. È a questo punto che notò come i cani, al solo suono della campanella, iniziassero a salivare, prima ancora della visione del cibo. Tale fenomeno dimostra come l’animale aveva appreso che il suono precedeva sempre la somministrazione degli alimenti. In altre parole, Pavlov notò che la risposta a uno stimolo può essere associata a uno stimolo diverso che di per sé non produce quella risposta.   


Condizionamento classico e terminologia

A questo punto possiamo quindi definire gli elementi principali del condizionamento classico:

  • SN = stimolo neutro, che prima del condizionamento non provoca la risposta d’interesse (la campanella)
  • SI = stimolo incondizionato, che provoca la risposta di nostro interesse (la visione del cibo)
  • RI = risposta incondizionata, prodotta in seguito allo SI ed è riflessa, innata e naturale (la salivazione)

Se unisco lo stimolo neutro con lo stimolo incondizionato creerò uno stimolo condizionato (SC) avente una risposta condizionata (RC) simile alla RI. Se la RI è una risposta innata, la RC risulta invece essere appresa.


Caratteristiche del condizionamento classico

Ovviamente affinché avvenga il condizionamento dobbiamo tenere in considerazione:

  • l’intensità dello SI: nei casi in cui l’intensità dello stimolo incondizionato sia eccessivamente elevata è possibile la creazione di condizionamento classico anche in seguito a una sola associazione tra lo SN e lo SI.
  • la natura dello SC: la tipologia dello stimolo
  • la contiguità temporale (Timing) tra lo SN e lo SI: ovvero se lo SN si presenta prima o dopo lo SI (l’apprendimento risulta più rapido se lo SN viene presentato prima dello SI (in avanti), è più lento se lo SI precede lo SN (retrograda), meno efficace invece se presentati simultaneamente). Inoltre, è fondamentale il tempo che intercorre tra lo stimolo neutro e lo stimolo incondizionato (maggiore è il tempo intercorso tra i due, minore sarà la probabilità di apprendimento)

Infine, è molto importante la contingenza, ovvero la correlazione tra lo SI e lo SN. Si parla di contingenza positiva quando lo SI ha più probabilità di presentarsi sia in presenza che in assenza dello SN.


Condizionamento classico e psicopatologia

La scoperta del condizionamento classico ha aperto alla comprensione di molteplici disturbi psicopatologici. Tra questi vi sono: la fobia specifica, il disturbo da panico, il disturbo da stress post-traumatico, l’agorafobia, la nausea,… Ma anche l’effetto placebo, l’innamoramento e le più semplici associazioni della vita.

Proviamo a fare un piccolo esempio. Vediamo come il condizionamento classico potrebbe determinare lo sviluppo di un disturbo psicopatologico.

Lucia, 25 anni, commessa in un noto store di Milano. Una sera, mentre tornava a casa da lavoro, si trovò a passare da una piccola stradina, vicino alla propria abitazione (SN). Inizialmente era sola, ma poi un balordo si avvicinò a lei. Le tappò la bocca, provò a toccargli le parti intime, ma intravedendo altre persone in lontananza si è limitato a rubargli la borsetta e a scappare via (SI). Lucia ebbe un’intensa reazione di paura, iniziò a sudare, il cuore le batteva forte, aveva il respiro affannato e si sentiva svenire. Aveva avuto un attacco di panico (RI). Nei giorni seguenti tornò alla vita di sempre, ma ogni volta che passava da una piccola strada (SC) sentiva il cuore salirle alla gola, e talvolta aveva attacchi di panico (RC).

Nel caso di Lucia è bastata una sola associazione tra SN e SI per determinare il condizionamento classico, questo è dovuto all’elevata intensità dello stimolo.   


Bibliografia

Feldman, R.S. (2008). Psicologia Generale. Milano: McGraw-Hill.


Autore: Davide Bertelloni

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