Alterazioni fisiologiche dello stress: sintomi e patologie stress correlate

Stress

Stress

Per Stress si intende la percezione di uno squilibrio tra richieste e risorse, la rottura di un bilanciamento omeostatico dinamico tra l’interno e l’esterno, ovvero una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso (Selye, 1970). Tale risposta si è mantenuta nella storia dell’evoluzione della specie ed è assolutamente necessaria per la sopravvivenza.

Lo stress è parte integrante della vita di ciascun individuo, ma è necessario fare una distinzione tra Eustress, funzionale alle sfide della vita, e Distress, caratterizzato da un carico allostatico eccessivo e logorante.

  • Eustress (eu-: dal greco buono, bello): situazione in cui i fattori stressogeni che agiscono sulla persona rientrano in un limite tollerabile dalla persona stessa, dando luogo ad una reazione armoniosa.
  • Distress (dis-: dal greco cattivo, morboso): situazione in cui i fattori stressogeni che agiscono sulla persona superano i limiti di tollerabilità della persona stessa, dando luogo ad una reazione distruttiva.

Lo stress è responsabile dell’alterazione di processi biologici riguardanti ad esempio il sistema immunitario e nervoso (Househam et al., 2017). Esso è responsabile dell’iper-attivazione dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA) e di un conseguente eccessivo rilascio di cortisolo. L’azione diretta sul sistema nervoso autonomo, possibile tramite pratiche psicoterapeutiche, di Mindfulness, Meditazione e Training Autogeno, permettono una riduzione dell’iper-attivazione simpatica comportando un miglioramento dell’azione parasimpatica e ristabilendo un corretto equilibrio simpato-vagale. Così facendo si ha una riduzione delle tensioni muscolari ma anche della frequenza respiratoria, della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna (Pascoe et al., 2017). Questo è un dato importante in quanto l’iperattività dell’asse HPA (Harte et al., 1995) è alla base dell’insorgenza di disturbi debilitanti come Ansia (Ventriglio et al., 2015) e Depressione (Iwata et al., 2013).

L’immagine rappresenta schematicamente ed in modo semplificato il processo dell’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene mediante il quale lo stress agisce comportando un iper-rilascio di Cortisolo.

Percezione soggettiva dello stress

Lo stress è l’insieme delle attivazioni fisiologiche e comportamentali che vengono messe in atto da un organismo per fronteggiare le sollecitazioni (stressor) che tendono a turbare l’equilibrio omeostatico. Tuttavia, uno stesso evento stressante può comportare reazioni completamente differenti in due soggetti diversi. Questo è reso possibile da strategie di coping individuali che rendono il soggetto maggiormente resiliente o vulnerabile.

  • Resilienza: processi dinamici neurali, fisiologici, comportamentali, cognitivi ed emotivi che portano all’adattamento. La resilienza non è una assenza di patologia, ma è un processo dinamico che rende l’individuo in grado di adattarsi con successo alle avversità nel corso della vita. Capire la psicologia e la neurobiologia alla base della resilienza aiuta a sviluppare strategie preventive.
  • Vulnerabilità: alterazioni neurali, fisiologiche, comportamentali, cognitive ed emotive che aumentano la vulnerabilità a manifestare patologie. Queste rendono la persona maggiormente predisposta ad andare incontro a problematiche stress-correlate.

Sindrome Generale di Adattamento (SGA)

Hans Selye definì la “Sindrome Generale di Adattamento“. Essa indica la risposta che l’organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di fattori stressanti, quali stimoli fisici, mentali, sociali o ambientali. Si distinguono 3 fasi:

1. fase di allarme: lo stressor suscita nell’organismo un senso di allerta, con conseguente attivazione di vari processi psicofisiologici (aumento del battito cardiaco, iperventilazione, sudorazione, ecc.) mirati a fronteggiare la nuova situazione;

2. fase di resistenza: il soggetto stabilizza le sue condizioni adattandosi al nuovo tenore di richieste, con normalizzazione degli indici fisiologici. Nel caso in cui l’adattamento non sia sufficiente, subentra la terza fase, quella di esaurimento.

3. fase di esaurimento: in questa fase si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, fisiologici ed emotivi. In altre parole, l’organismo non riesce più a difendersi e viene a mancare la sua naturale capacità di adattamento. L’esposizione prolungata alla situazione di stress può provocare l’insorgenza di patologie psico-fisiche.

Rappresentazione schematica della Sindrome Generale di Adattamento di Selye

Alterazioni fisiologiche dello stress

In fase di esaurimento il sistema nel lungo termine va incontro ad un costante logoramento. Le principali alterazioni fisiologiche indotte da livelli di stress elevati sono:

  • SONNO NREM: Riduzione delle Sleep Slow Oscillation: Il sonno è caratterizzato da due principali fasi, NREM e REM. In particolare, la fase NREM è caratterizzata dai onde lente riscontrabili con elettroencefalografia. Più il sonno è ristoratore e più onde lente sono presenti. Queste infatti consentono molteplici funzioni fondamentali per il benessere della persona, tra le quali la memorizzazione di ciò che è stato appreso durante la giornata precedente.
  • SONNO REM: Tempeste vegetative più consistenti durante il sonno REM. Questo comporta il mancato ripristino delle funzioni fisiologiche, in particolare un sonno non ristoratore e livelli di cortisolo elevati.
  • Aumento della vigilanza
  • Aumento della reattività emotiva: siamo più responsivi, i sistemi non sono più a livello basale
  • Aumento dell’attivazione dell’Amigdala: l’Amigdala è il nostro centro emotivo. Sotto stress essa risulta sempre attiva. Da considerare inoltre che l’Amigdala ha il compito di comunicare con il nucleo paraventricolare dell’Ipotalamo il quale consente il rilascio di cortisolo.
  • Aumento attività Ippocampo
  • Aumento attività PFC
  • Modificazione funzioni immunitarie
  • Aumento pressione
  • Aumento heart rate
  • Aumento blood sugar
  • Sistema pro-infiammatorio: aumento delle citochine che riducono la capacità di rispondere a eventi stressanti. Quindi il sistema infiammatorio è sregolato.
  • Asse HPA iperattivo, sistemi di feedback negativo alterati

Sintomi dello stress

Alla luce di quanto descritto è fondamentale sottolineare l’importanza di diagnosticare per tempo e in maniera corretta lo stress, distinguendo gli eventi fisiologici dai quadri cronici che rappresentano terreno fertile per l’attecchimento di patologie stress-correlate.

Le tecniche di diagnosi dello stress sono numerose, a seconda dell’ambito all’interno del quale l’analisi rientra e del livello di dettaglio che si vuole raggiungere, e spaziano dai più semplici questionari a carattere preliminare alle misurazioni delle alterazioni fisiologiche indotte dallo stress (analisi biochimiche, misurazioni pressorie, etc.).

  • sintomi fisici: emicrania, dolore alla schiena, indigestione, tensione al collo e alle spalle, dolori allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione e irrequietezza, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali, suoni (tintinni, fischi) nelle orecchie.
  • sintomi comportamentali: aumento nell’abuso di alcool e fumo, aumento delle critiche verso gli altri e attitudine alla prepotenza, bruxismo, fame compulsiva.
  • sintomi emozionali: pianto, enorme senso di pressione, nervosismo, ansia, rabbia, solitudine, tensione eccessiva, infelicità cronica e mancanza del senso di vivere, impotenza profonda.
  • sintomi cognitivi: problemi a pensare in maniera chiara, distrazioni e dimenticanze continue, impossibilità nel prendere decisioni, esigenza di fuga continua, mancanza di creatività, aumento esponenziale delle preoccupazioni, perdita del senso dell’umorismo.

Principali patologie stress correlate

Lo stress può indurre allo sviluppo di patologie che possono comportare problematiche croniche e talvolta anche alla morte:

  • Disturbi psicosomatici:
    • Sistema cardiovascolare (ipertensione, aterosclerosi, ictus, aritmie cardiache)
    • Apparato gastroesofageo (ulcere gastriche e duodenali, coliti)
    • Funzione immunitaria (allergie, asma, malattie autoimmuni)
    • Effetti diretti sul SNC (atrofie, inibizione della neurogenesi nel giro dentato dell’ippocampo)
    • Disturbi metabolici (diabete)
  • Disturbi psicologici:
    • Ansia
    • Depressione
    • Schizofrenia
    • Disturbo da stress post-traumatico

Conclusione

Lo stress fa parte della nostra vita. Esso non può essere definito come positivo o negativo, ma certamente è funzionale all’interno della società in cui viviamo. Tuttavia carichi elevati di stress possono portare ad un logoramento del sistema. Per questo lo sviluppo di nuove tecnologie e processi di intervento che consentano d’intervenire sulla riduzione dello stress risultano fondamentali per la salute di mente e corpo.


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