17 Aprile 2021

Neuroscienze e Psicologia su Mente e Coscienza – NPMC.IT

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Alterazione dello stato di coscienza: diagnosi e cause dal coma alla morte cerebrale

Glasgow Coma Scale (GSC)

Glasgow Coma Scale (GSC)

Quando si parla di alterazioni dello stato di coscienza ci si riferisce a modificazioni dello stato di vigilanza ed attenzione. Oltre alla perdita della coscienza, che è la condizione più estrema, una persona può presentare:

  • Sonnolenza o sopore: il soggetto mostra sonnolenza e tende ad addormentarsi, tuttavia risulta facilmente risvegliabile. Al risveglio si osserva comunque una facile tendenza al riaddormentamento.
  • Stupor o stupore: in questa condizione vi è uno stato neurologico alterato. Il paziente è prevalentemente soporoso, ma risponde a stimoli dolorosi.
  • Ottundimento: l’individuo mostra una riduzione dell’attenzione e perdita della lucidità.
  • Delirium: il soggetto è vigile, ma vi è alterazione del contenuto di coscienza. Nel delirium si possono riscontrare modulazione nelle funzioni cognitive (spesso manifeste tramite: agitazione, allucinazioni, alterazione percettiva e/o confusione mentale).
  • Coma: assenza di coscienza associata ad assenza di movimenti volontari, solitamente causati da un danno cerebrale primario o secondario. Vi può essere anche perdita del controllo respiratorio e problematiche nell’attività cardiaca.

Tra le principali cause alla base di alterazioni dello stato di coscienza vi sono: traumi, tumori, infezioni, encefalopatie, ictus, anossia cerebrale, disturbi metabolici, intossicazioni da sostanze,…


Stato vegetativo

Alla condizione di coma determinata da un evento acuto può seguire uno stato vegetativo. Questo è caratterizzato da:

  • Assenza della coscienza di sé e dell’ambiente
  • Assenza di movimenti volontari
  • Assenza di suoni
  • Assenza del controllo degli sfinteri
  • Conservazione delle funzioni ipotalamiche e troncoencefaliche autonomiche
  • Conservazione del ritmo sonno-veglia
  • Possibili riflessi cranici e spinali
  • Possibile preservazione della funzionalità respiratoria e cardiaca

Morte cerebrale

Si parla di morte cerebrale in presenza della perdita completa e irreversibile di tutte le funzioni cerebrali. La diagnosi di morte cerebrale viene definita da una commissione composta da medico legale, anestesista rianimatore e neurologo. I criteri principali per fare tale diagnosi sono: presenza di uno stato di incoscienza; assenza dell’attività respiratoria spontanea; assenza di attività elettrica cerebrale, valutata tramite elettroencefalogramma (che risulta piatto); assenza di riflessi.


Bibliografia

Linee guida del Ministero della salute


Autore: Davide Bertelloni

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